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La mia storia · Biografia artistica

Mirko Labinero.

La musica cambia forma, ma resta il bisogno di raccontare.

Mirko Labinero è un cantautore toscano con oltre trent'anni di esperienza tra musica, teatro e spettacolo dal vivo.

Cresciuto in una famiglia dove la musica è sempre stata protagonista, sviluppa fin da bambino una passione che spazia dal cantautorato italiano di Claudio Baglioni alla disco music degli anni Settanta di Donna Summer e Gloria Gaynor. Due mondi apparentemente distanti, quello della parola e quello del movimento, destinati a convivere nella sua identità artistica.

Il suo rapporto con il microfono comincia prestissimo, addirittura in radio, all'età di otto anni. Dal 1990 approfondisce lo studio della voce, affiancandolo per molti anni a quello della danza.

Le sue esperienze musicali attraversano generi molto diversi: dal rock dei Metallica ai Toto, fino alla Famosa Squadra G, cartoon cover band nella quale esprime pienamente la propria natura di performer istrionico. Un vero animale da palcoscenico, tanto da preferire il microfono ad archetto al classico microfono a gelato, per potersi muovere e ballare liberamente. Seguono altre esperienze, tra cui i CFA, formazione dedicata al rock e al beat italiano degli anni Sessanta e Settanta.

Per quindici anni dirige inoltre la compagnia teatrale semiprofessionistica Sganzi Sgatto, portando in buona parte d'Italia commedie musicali originali, delle quali firma personalmente copioni e canzoni, collaborando anche alla realizzazione delle coreografie, con particolare attenzione all'integrazione tra canto e movimento.

Ma dietro l'energia del performer cresce da sempre un'anima cantautorale. Il suo primo album, I sogni miei, viene scritto prima dei vent'anni: un lavoro che oggi guarda con affetto e una buona dose di autoironia, definendolo scherzosamente «un ottimo sottobicchiere».

La paternità e le esperienze della vita contribuiscono nel tempo a rendere la sua scrittura più matura e personale, cambiando il suo modo di osservare il mondo. Poi, a Natale del 2015, arriva un regalo decisamente non richiesto: la diagnosi di sclerosi multipla.

Il rapporto con la musica non si interrompe, ma si trasforma. L'esigenza di comunicare con il pubblico rimane intatta, cambia il linguaggio: meno movimento, più racconto. Dal coinvolgimento fisico del palcoscenico a un dialogo più intimo, fatto di storie quotidiane, esperienze personali e riflessioni sociali. Non viene meno la voglia di esibirsi, ma nasce soprattutto il desiderio di essere ascoltato.

Questa evoluzione si riflette anche in L'uomo col cappello, album che raccoglie brani originali pubblicati nel corso degli anni e che rappresenta la conclusione ideale di una lunga fase del suo percorso cantautorale, prima di una nuova stagione creativa.

Cantautore indipendente e completamente autoprodotto, Mirko cura personalmente ogni fase delle proprie canzoni: dalla scrittura dei testi alla composizione musicale, dall'esecuzione degli strumenti agli arrangiamenti, fino alla produzione finale. Pianista e polistrumentista, unisce strumenti tradizionali e programmazione MIDI per dare forma alle proprie idee musicali.

Accanto alle proprie composizioni, coltiva da oltre vent'anni la passione per le reinterpretazioni, documentata anche attraverso il suo canale YouTube. Una ricerca musicale che privilegia spesso le perle meno conosciute e i brani meno celebrati dei grandi artisti. In queste produzioni non si limita all'interpretazione vocale, ma cura personalmente anche la realizzazione musicale, risuonando e riarrangiando spesso i brani per avvicinarli alla propria sensibilità artistica e offrire loro una nuova veste sonora. Un approccio che caratterizza anche l'EP Prendile così, omaggio a Lucio Battisti, nel quale le canzoni vengono completamente riarrangiate e reinterpretate in una chiave personale.

Tra le sue pubblicazioni sulle piattaforme di streaming figurano inoltre Fidate correnti di Ivan Segreto e Il terzo fuochista di Tosca, due interpretazioni che hanno ricevuto il plauso degli stessi artisti originali, i quali hanno espresso personalmente il loro apprezzamento per il suo lavoro.

La sua scrittura spazia dall'ironia narrativa del singolo Fabio alla riflessione sociale di Bimbo, nella quale un padre si interroga sul mondo che lascerà ai propri figli, rifiutando la logica delle armi e della guerra. La libertà artistica diventa così una componente fondamentale del suo percorso, senza la necessità di inseguire mode o formule commerciali.

Attualmente è al lavoro su E chi m'ammazza a me, il nuovo album, anticipato dal singolo Calligrafia.

Un progetto che considera la propria espressione cantautorale più autentica, nel quale maturità personale, ironia e attenzione alla realtà trovano una sintesi.

Dal palcoscenico vissuto con tutto il corpo alle canzoni che chiedono soprattutto di essere ascoltate, il filo conduttore è rimasto sempre lo stesso: comunicare.

Sono cambiati gli anni, il modo di scrivere e quello di stare sul palco. Non la voglia di raccontare.

E il titolo del suo prossimo album sembra riassumere perfettamente lo spirito con cui continua a farlo:

«E chi m’ammazza a me?»
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